Non esiste separazione tra la parte psichica (pensieri,emozioni,pulsioni) e il corpo.
Ogni processo somatico è sotto l’influenza diretta e indiretta di stimoli psicologici, considerato che nell’ottica psicosomatica l’organo costituisce un’unità in cui ogni parte è strettamente connessa con le altre.
Per Groddeck la malattia è una forma di comunicazione e i sintomi rappresentano il linguaggio simbolico dell’inconscio e dell’Es che esprime il proprio malessere attraverso il corpo. Lo psicoanalista paragona la malattia al sogno: i processi simbolici non sono solo alla base delle manifestazioni oniriche, ma anche della formazione dei sintomi. Per questo, simbolo,metafora,analogia vanno utilizzati per capire le situazioni patologiche, gli stati d’animo che si condensano in immagini e concretizzano la capacità espressiva dell’universale:
la via psicosomatica è una via simbolica. Le malattie,l’anatomia,il funzionamento degli organi sono in questa chiave simboli della materia vivente.
La dimensione d’organo è un concetto chiave dell’approccio psicosomatico e indica la predisposizione attraverso la quale ognuno di noi esprime un particolare sintomo con uno o più organi.
Se un organo è alterato, la malattia fa eco nell’intera unità psicosomatica. I sintomi organici “mimano” accadimenti inconsci,la zona d’ombra e pervadono tutto l’essere. L’organo o l’apparato ammalato sono una rappresentazione simbolica di un conflitto,inconsapevole,che parla non solo attraverso i sintomi ma anche con il linguaggio, i comportamenti,i sogni e il modo di muoversi e di vestirsi della persona sofferente.
Così, per esempio, il colitico utilizza l’intestino poiché vive una dimensione emozionale viscerale, carica di “basse” pulsioni,aggressive,ritenute inaccettabili per la coscienza e che quindi bisogna eliminare. Un ulceroso, invece, si esprimerà con un linguaggio ricco di metafore gastriche per cui una cosa sgradevole sarà “vomitevole”,o farà fatica ad “andare giù”.